- APPROFONDIMENTO E DOCUMENTI - MISTICA - L'ALBERO - Erasmo Brio     pag. 208

L'ALBERO MISTICO

Notissimi sono i vari Alberi Mistici orientali. Meno noti, ma ancora piu' importanti per la cultura occidentale sono gli Alberi Mistici medioevali cristiani, alcuni riportanti come foglie o frutti gli organi genitali umani. Ovviamente nel 'seicento tutti questi "alberi" vennero censurati, il piu' delle volte ricoperti con vernice. 

Nei conventi la pratica dell'Albero Mistico di maturazione personale, che il chierico disegnava personalmente, prosegue almeno sino alla prima meta' del 'settecento. 

In figura sottostante e' riprodotta l'antipagina di un manoscritto di teologia cartaceo datato 12 aprile 1712.

 L' autore si firma "chierico Gennaro Laurino", e studia teologia nel seminario aquinate di Bari, dove permane per quattro anni, durante i quali verga il manoscritto, dal 12 aprile 1712 a tutto aprile 1716. In seguito, terminati gli studi, viene nominato dal Patriarca di Gerusalemme Primo Canonico della Chiesa Metropolitana S. Matteo di Marsico. Al centro si osserva una figura allegorica dell'Angelico Dottore Tommaso Aquinate, che protegge e sorregge una chiesa. Il trattato teologico e' scritto in corsivo minuto, anzi, in alcune parti minutissimo, con grandi titoli in gotico, in stile codice. Viene usato pure l'italiano anche se la lingua preponderante e' il latino.

L'interesse grandissimo che manifesto per questo manoscritto, al posto di altri reperti, anche piu' antichi, e' dovuto al fatto che, circa a meta' corso, nel 1714, Laurino verga il proprio Albero Mistico che lui definisce albero di vocazione al chiericato, con implicazioni teologiche e mistiche erudite, molto bello ed interessante, in modo complesso ma assai simile alle culture orientali.

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Le figure sottostanti mostrano la prima pagina del manoscritto, ed un grafico mistico al foglio 22, rammentando che ogni foglio vale due pagine, quindi pagina 43, essendo a sinistra

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Altro interessante grafico mistico sul contradditorio, e sotto il foglio dove e' ripiegato il grafico di nostro maggior interesse, vergato nel Seminario Barese, segue titolo e data detti.

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Ecco l'Albero Mistico personale vergato da Laurino sul foglio 106 del manoscritto.

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Descrizione e breve critica dell'Albero Mistico vocativo personale del clerico Laurino: 

Sotto le radici si vedono due serpenti. Il secondo serpente morde la coda del primo. Il simbolo chiaro e' l'infinito aperto, ovvero che ha avuto un principio, una nascita. I due serpenti sono anche simbolo della medicina, del dottorato clericale. Infatti a chiudere la spira, sempre sottoterra e' la citazione del Seminario di Bari, luogo della rinascita di Laurino.

Subito sopra la terra, a lato delle radici superficiali, si vedono due uccelli a rappresentare i genitori carnali. Sul tronco, e' il nome del clerico.

Sopra il nome vi e' un nodo fiammeggiante con la scritta Uomo, da cui iniziano i rami, che terminano in foglie fiammeggianti che rimandano ad altri rami. Vi sono quindi nodi mistici sul tronco, e foglie mistiche al termine dei rami, che a loro volta fungono da nodi.

Il percorso che ne risulta non e' periferico, ma sinuoso: tronco-foglia-tronco-foglia e via dicendo, sino al nodo-vertice piu' alto, che porta il nome di "Sostanza".

Su questo nodo "Sostanza" convergono due rami, quello a sinistra dalla foglia "Corporea", quello a destra dalla foglia "Incorporea".

I due rami che fuoriescono in basso dalle foglie "Corporea" ed "Incorporea" si uniscono nel nodo del tronco di nome "Corpo".

L'uomo infatti non e' solo spirito, non e' solo materia, ma tutti e due assieme. L'uomo non si identifica con la sola anima, quindi deve risorgere, e risorge veramente solo quando gli sara' dato il corpo perfetto ed immortale. Questo concetto e' ben chiarito nel capitolo dei Sermoni Subalpini (vedi)

Dal nodo "Corpo" discendono due rami che terminano nelle foglie "Animato" a sinistra, ed "Inanimato" a destra. Da queste foglie partono a loro volta due rami discendenti che si uniscono sul tronco, nel nodo avente nome "Opposti", da cui dipartono i due rami che portano alle foglie "Sensibile" ed "Insensibile", quindi due rami scdendono al nodo del tronco "Animale" . I due rami che discendono portano alle due foglie "Razionale" ed "Irrazionale"

La spira dell'Albero si chiude con i due rami che dalle foglie "Razionale" ed "Irrazionale" si uniscono sul tronco nel nodo "Uomo" di partenza.

Quindi l'Albero in oggetto e' un percorso mistico prettamente teologico, che puo' essere percorso verso l'alto o verso il basso, da uomo a sostanza perfetta e da sostanza a uomo.

Apparentemente l'evoluzione razionale dovrebbe essere dal vertice, sostanza, all'uomo. Ma l'uomo e' mortale, quindi deve tornare sostanza, non verso la terra, le radici dell'albero, ma verso il cielo, il vertice dell'albero, che rappresenta la resurrezione, con una nuova sostanza corporea ed incorporea, libera pero' dalla bestia, il corpo perfetto, oggetto della "lieta novella"

Non la resurrezione Giudaica dei corpi attuali, dalle tombe, ma un nuovo corpo, perfetto, per noi ora inconcepibile.

Sia i Sermoni Subalpini che le Scritture mistiche, parlano di una sorta di "gelosia" di alcuni Angeli nei confronti dell'Uomo, destinato a superarli, ed essere posto al decimo cielo, il piu' alto di tutti.

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